TES: Trama: 2° periodo

Dall’ultima eclissi, ovvero dalla morte di Elandross e dalla scoperta da parte di Merinius della profezia (vedi il riassunto della prima parte), sono trascorsi circa novecento anni. L’isola di Astadiar ospita ora una società più evoluta, insediata in città dalle costruzioni imponenti e governata non più da capo tribù ma da un sistema monarchico ben consolidato.

Esistono due regni principali, da sempre in competizione. Il velo creato da Elandross impedisce ancora alle popolazioni di abbandonare l’isola, quindi il desiderio da parte dei sovrani di ottenere il dominio su tutta l’isola è da sempre motivo di guerre.

A nord-est dell’isola si trova il caldo regno di Edra, governato da re Arnan. Delimitato a ovest dall’imponente catena montuosa Danay e a sud dalla foresta di Durnira, il regno si sviluppa su una vasta vallata, percorsa da due fiumi principali, sopra la foce di uno dei quali sorge la capitale: la città di Garalden.

A sud-ovest troviamo il freddo regno di Ular, nella cui capitale Baindor governa re Jalun. Il vulcano Shirdach chiude la catena montuosa Danay, colline e piccole alture definiscono il paesaggio, mentre le poche pianure sorgono a ridosso dei fiumi.

A nord-ovest domina il lago Shaltal, circondato da verdi foreste e per anni territorio conteso tra i due regni. Edra è terra abbondante ma rinchiusa tra alte montagne e la foresta proibita. Ular ha dalla sua molto più territorio ma principalmente montuoso. Nel corso degli anni numerose battaglie si sono svolte sulle sponde del lago per il possesso di quella terra vasta e fertile, terminate ora da un trattato di pace tra Arnan e Jalun: la parte a nord del lago apparterrà al regno di Edra, quella a sud al regno di Ular.

Per molti anni il territorio del lago Shaltal era stato considerato proprietà del regno di Ular, data la difficoltà da parte del popolo di Edra di oltrepassare la catena montuosa. Per ovviare a questa perdita, Arnan offre la propria figlia in matrimonio al giovane re Jalun, siglando così un accordo a lungo atteso.

Pochi mesi dopo la reale unione tra il sovrano di Ular e la principessa di Edra, un ragazzo lascia il proprio paese per recarsi a Baindor. Il suo nome è Mirohaar, ultimo discendente dei Guardiani di Shorana e quindi custode della pietra del drago.

Seguendo le indicazioni ricevute in sogno, chiede al medico di corte di essere amesso come apprendista. Non deve attendere molto prima di incontrare la giovane regina Lienara. La sovrana, a letto per un’improvviso malore, viene visitata dal medico e dall’apprendista. Chiedendo un bicchiere d’acqua e sfiorando le mani di Mirohaar, entrambi i giovani hanno una visione: una figura dai capelli di fuoco ed un drago di luce verde, ed una voce che li informa che la profezia sta per avverarsi.

La regina chiede di parlare con il giovane in privato e Mirohaar le racconta della profezia e del suo ruolo di Guardiano. Lienara promette di mantenere il segreto e chiede spesso di incontrare l’apprendista, sperando che il contatto delle mani mostri loro la visione. Purtroppo nemmeno una volta la figura infuocata ed il drago fanno loro visita, ma il rapporto tra la regina e il giovane si fa sempre più forte fino a diventare amore.

Sebbene sia stata stipulata una pace tra i due regni, il principe Owain, figlio di re Arnan e fratello maggiore di Lienara, non accetta queste condizioni. Ora il regno di Edra può disporre di altri territori fertili da sfruttare, ma il principe vorrebbe governare tutta l’isola.
Owain ha spie infiltrate a Baindor e una di queste, Idrien, riferisce al principe informazioni preziose su ciò che accade a corte.

Una notte la regina ha una visione: la figura dai capelli di fuoco si insinua nel suo ventre, mentre il drago verde la avvolge nella sua potente luce. Sconvolta, Lienara fa chiamare il medico ma scopre che il vecchio Walca è appena morto nel sonno. Viene visitata da Mirohaar che, nel toccarle in ventre, avverte una potente energia. Per immensa gioia del re, la regina è incinta.
Una volta rimasti soli, Lienara e Mirohaar parlano di ciò che hanno visto e sentito, e del fatto che il figlio che nascerà sarà frutto del loro amore. Non sanno che Idrien, la spia di Owain, li sta ascoltando.

Il fratello di Lienara viene quindi a conoscenza dell’amore tra la sorella ed il nuovo medico di corte. Inoltre, la spia parla al principe della profezia del drago. Idrien non è solo un sottoposto di Owain, ma un rinnegato dei Guardiani di Shorana e quindi a conoscenza di cosa la visione dei due giovani possa significare. Owain capisce che la creatura nel grembo di sua sorella sarà in possesso di un potere inimmaginabile, e che lui potrebbe sfruttarla per soddisfare i suoi sogni di conquista.

Passano i mesi e il corpo di Lienara si ingrossa, con somma felicità di Jalun che si fa più protettivo ed amorevole nei suoi confronti. La regina è forte, grazie anche al potere che lo spirito di Elandross le infonde per proteggere sia lei che il nascituro.

Mirohaar conferma ciò che la visione ha mostrato loro e che i due amanti sospettavano: Lienara aspetta una figlia. Idrien ascolta anche questa notizia e parte per informare Owain. Per puro caso Mirohaar lo scorge allontanarsi e, riconosciutolo, capisce che la vita della piccola è già in pericolo. Decide quindi di parlarne con Lienara e di attuare un triste piano.

Arriva il giorno del parto e nella stanza non ci sono altri che la regina ed il medico. Il re attende con ansia fuori dalla porta, mentre il regno resta col fiato sospeso. Dopo lunghe ore, tra urla e lacrime, la piccola viene al mondo. Lienara ha appena il tempo di darle un bacio, prima che Mirohaar la porti lontana. Il medico attraversa una porta nascosta nel muro, cammina per qualche metro lungo un corridoio stretto e lì incontra Olien, lo stalliere del re. L’uomo stringe tra le mani un piccolo involto, che porge tristemente al medico. Mirohaar lo imita, consegnandoli la figlia della regina e tornando verso la stanza di Lienara. L’uomo le appoggia tra le braccia ciò che Olien gli ha consegnato: un bambino, appena messo al mondo dalla moglie dello stalliere.
Il re viene fatto entrare e informato che la regina ha messo al mondo un erede maschio. Sarà chiamato Evannoryen, principe di Baindor e futuro re di Ular.
Nel frattempo, in una casa lontana dal castello, lo stalliere Olien osserva sua moglie Eniri, la cuoca di corte, abbracciare la sua piccolina. La chiameranno Nilaar e nessun’altro saprà mai nulla delle sue vere origini.
Owain, deluso dalle false informazioni raccolte da Idrien, abbandona i suoi progetti riguardo la profezia.

Passano pochi anni e la regina rimane nuovamente incinta, ma questa volta di suo marito il re. Lienara mette al mondo una bimba con sottili capelli rossi. La piccola viene chiamata Saira.
A nord, nel regno di Edra, il sovrano è ora Owain, dopo la morte per vecchiaia del padre. Non appena scopre la nascita di una bimba dai capelli rossi, il re di Garalden crede che la profezia si stia avverando e riprende in mano il suo vecchio piano di conquista: attenderà che la piccola sia in età da marito, la chiederà in sposa e sfrutterà la magia della profezia per diventare l’unico re dell’isola.

Sono trascorsi quasi dieci anni dalla nascita di Nilaar ed Evannoryen. La regina è sempre più debole e questo preoccupa Mirohaar. La forza del drago che aveva protetto Lienara durante la gravidanza è svanita, ed il successivo parto ha sfiancato la donna. Mirohaar sapeva che questo sarebbe accaduto, aveva visto come sua madre s’era spenta lentamente fino a morire, condividendo il destino di tutte le donne che avevano avuto dentro sè lo spirito del drago. Era il prezzo da pagare affinchè lo spirito rimanesse integro e protetto di generazione in generazione. Mirohaar cerca in tutti i modi di curare la donna che ama, ma invano.

Un giorno, mentre Lienara e Mirohaar parlano del loro destino in un magazzino, il re li scopre. Vederli abbracciati conferma i suoi sospetti e scatena la sua ira. Nella confusione, Jalun trapassa la regina con la spada, ferendo anche Mirohaar. Lienara muore dissanguata, sotto lo sguardo sconvolto dei due uomini che l’avevano amata. In quell’istante, i figli della regina entrano nel magazzino ed il re, per giustificare il proprio folle atto, accusa il medico. Mirohaar afferra il corpo senza vita della regina e, con un incantesimo, si dissolve nel nulla.

Jalun accusa il medico di essere uno stregone, un Guardiano di Shorana, la stirpe maledetta. Bandisce ufficialmente la magia dal regno e chiunque ne avesse fatto uso sarebbe stato condannato a morte.

Mirohaar si rifugia nella foresta di Durnira, dove seppellisce il corpo della regina e rimase nascosto per molti anni.

 

 

 

 

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