TES: Trama: 1° periodo

Come accennavo nel precedente articolo, questo racconto è suddiviso in tre periodi separati tra loro da una buona quantità d’anni. Il primo periodo è ambientato durante la preistoria del pianeta, ovvero dal momento della caduta di un meteorite lunare fino alla morte di uno dei draghi e alla nascita della profezia.

Ma andiamo con ordine, altrimenti Lady Capricorn si arrabbia. (sì, ho dato un nome al lato precisino e pignolo di me)

Ci troviamo su Enidian, un pianeta giovane ancora scosso dagli assestamenti naturali, situato nel sistema solare di Inos. Mari e montagne nascono e crescono rapidamente, mentre violente tempeste riempiono l’aria, proprio come accadde sulla Terra miliardi di anni fa.
Enidian ha un satellite, chiamato Sidiel, una massa rocciosa color verde che gira attorno al pianeta.
Sidiel racchiude in sé un’immensa potenza, un’energia che colpisce Enidian ad ogni suo passaggio e aiuta il pianeta a crescere forte e carico di potere.
Un giorno un meteorite di enormi dimensioni si scontra con Sidiel, staccando alcuni frammenti lunari e facendoli precipitare ad alta velocità sul pianeta. Il frammento più grande sfonda una montagna appena nata, creando una specie di profonda grotta e andando a conficcarsi profondamente nel terreno.

Passano i secoli e troviamo il pianeta coperto da foreste e attraversato da mari e fiumi, ma soprattutto popolato da gigantesche creature: i draghi.
Una femmina di drago, alla ricerca di un nido dove deporre le proprie uova, trova la grotta scavata dal frammento di Sidiel e usa la roccia lunare come incubatrice per i suoi futuri cuccioli di drago.
Ed è qui che accade un fatto strano. Un giorno il cielo si oscura, come se una notte prematura fosse giunta senza preavviso: un’eclissi solare. Inos, il sole, colpendo Sidiel con i suoi raggi scatena una reazione molto potente. Dalla luna scende un raggio verde che si propaga sul territorio immerso nelle tenebre. Le uova di drago, trovandosi sul punto dove il raggio è più potente, vengono irradiate da questa energia verde. L’eclissi termina in pochi minuti e tutto torna alla normalità.

Le uova si schiudono e ne escono quattro draghi: Valair, Sylion, Durnul ed Elandross.
I draghi che vivono su Enidian sono in grado di volare ed usare quel poco di magia che permette loro di controllare gli elementi per accendere il fuoco con un soffio. Ma i quattro draghi nati nella grotta sono diversi e se ne rendono conto molto presto. Sono più forti e longevi, oltre che a saper sfruttare a pieno la magia. La loro quasi immortalità li porta a diventare dei capi naturali della loro specie, dei principi dei draghi.

Anche se la schiusa avvenne quasi in sincronia, Valair è ritenuto il maggiore dei quattro, il più saggio e giusto dei fratelli. Segue poi Sylion, forte nel fisico ma dall’animo inquieto. Durnul è timido e non molto sveglio, mentre il piccolo della famiglia è Elandross, l’introverso ma gentile.

Passano quasi mille anni e il cielo torna ad oscurarsi. L’eclissi colpisce Enidian, facendo scendere le tenebre e il raggio verde. I quattro draghi, spaventati ma sorpresi dalla potenza del raggio, entrano nella grotta, loro dimora per tutti quegli anni, e scoprono qualcosa di sconvolgente: la pietra sulla quale sono nati brilla come fosse incandescente ma emana una luce verde brillante. I quattro draghi ne avvertono l’immenso potere e rimangono sbalorditi dall’energia che scorre nei loro corpi. E’ come se ogni cellula del loro corpo venisse moltiplicata e resa doppiamente potente. L’eclissi termina e i draghi capiscono che quella roccia incastrata nella montagna è una fonte inesauribile di energia.
Purtroppo il picco massimo viene raggiunto solamente durante l’eclissi, ma i quattro fratelli sentono che vi è lo stesso un’energia che fluisce nella terra. Infatti la pietra lunare è comunque molto potente e i draghi decidono di insediarsi nella grotta.

Altri mille anni passano senza problemi per i quattro draghi, ed un’altra eclissi torna a sconvolgere il pianeta. Ma stavolta accade qualcosa di terribile. I quattro fratelli decidono di sfruttare l’enorme potere dell’eclissi per staccare la roccia dalla terra e fare in modo di poterla portare via con sé. Ma l’energia che ne deriva provoca un tremendo terremoto. Si forma una spaccatura profonda che scende fino al nucleo del pianeta, e la roccia verde incandescente si frantuma e precipita. Valair si lancia in un disperato recupero e riesce a salvarne un pezzo, ma non senza perdere parte del proprio corpo.
L’eclissi ha fine e Valair capisce che la pietra è troppo potente e pericolosa. Decide di custodirla egli stesso e di tenerla al sicuro, usandola solo in caso di estremo bisogno.

Viene costruita una dimora per i quattro draghi, ma soprattutto una stanza dove Valair custodisce la pietra. Avendo egli il potere nelle proprie mani, il drago diventa un capo per la sua specie e regna sui propri simili con saggezza.
La vita scorre tranquilla, ma non per Sylion. Il drago non sopporta che solo uno dei fratelli custodisca la pietra ed entra spesso in conflitto con Valair, chiedendogli di permettere ad ognuno di loro di possederla per un certo periodo. Ma Valair conosce bene l’animo del fratello e si rifiuta di condividere l’onere e l’onore di custodire la pietra.
Sylion cerca di coinvolgere i fratelli minori, ma solo il debole Durnul cade vittima del piano sovversivo del fratello. Elandross, amante della pace e della tranquillità, se ne tira fuori e si rifugia lontano dalla dimora reale dei draghi.
Sylion affronta Valair, chiedendogli per l’ultima volta di poter tenere per sé la pietra ma senza successo. Accecato dall’ira, Sylion attacca il fratello che, reso debole dal corpo mutilato, muore senza lottare. Durnul osserva sconvolto la scena e assiste alla rabbia di Sylion, quando questi scopre che la pietra non si trova in quella stanza.
Nella foresta, Elandross viene visitato dallo spirito di Valair, che lo avverte del tradimento di Sylion e gli indica dove si trova la pietra, nascosta dentro una roccia in mezzo alla foresta. Ciò che rimane di Valair viene assorbito dalla pietra ed Elandross si allontana rapido, mettendo più strada possibile fra lui ed il fratello traditore.

Elandross, accompagnato da due draghi, decide di attraversare il mare. I draghi non hanno mai affrontato le acque salate di Enidian poiché nessuno sa quanto immense siano e nessun drago e mai tornato per raccontarlo.
Volano per tre giorni, non vedendo altro che acqua. Sono ormai al limite delle loro forze quando intravedono un’isola. Non hanno altra scelta, quindi atterrano e si nascondono in una folta foresta. Ma la loro venuta è stata notata da coloro che vivono sull’isola: sono esseri umani, che vivono in piccoli villaggi sparsi un po’ ovunque. E’ un tipo di società primitiva, organizzata in tribù e basata sulla caccia e la pesca. L’agricoltura è agli albori e la vita viene regolata seguendo il percorso di Sidiel in cielo. Non esistono re o regine, ma solo capi tribù che comandano gruppi poco numerosi di uomini e donne. Non sanno usare la magia, il potere che Sidiel ha donato al pianeta, ma coloro che riescono a controllare gli elementi vengono chiamati stregoni. Secondo questi stregoni i movimenti e la sparizione degli astri e regolata da mostri potentissimi in grado di ingoiare e sputare la luna ed il sole a proprio piacimento. Per questo, quando i tre draghi attraversano i cieli, tutti credono siano arrivati per portar via la luce e divorarli tutti.
I draghi non sanno parlare, ma usano la forza del pensiero per comunicare ed Elandross cerca di rassicurare quelle piccole creature che non vogliono fare loro alcun male. Ma sia i capi tribù che gli stregoni, presi dal terrore, non accettano la presenza di quei mostri colossali e usano la poca forza a loro disposizione per combatterli. Elandross, non volendo ferire nessuno, si nasconde in una foresta, accanto al vulcano che sorge al centro dell’isola.

Per evitare di essere scoperti, Elandross ordina a Kordos, uno dei draghi che lo hanno seguito, di innalzare delle pietre lungo tutto il perimetro dell’isola: sfruttando i poteri della pietra proverà a rendere invisibile l’isola a chiunque vi passi vicino. Incarica invece Perz, l’altra guardia drago, di costruire una dimora e provvedere al loro sostentamento, senza però recare danno agli abitanti dell’isola.
Trascorrono i mesi e alcuni esseri umani, affascinati dai draghi, cercano di avere un contatto con loro. In principio Elandross è sospettoso, ma condivide la curiosità di quelle piccole creature e comincia a stringere con loro un rapporto particolare e segreto. Gli incontri con i draghi sono proibiti da chi comanda le tribù, ed ogni uomo o donna scoperto a familiarizzare con loro verrà considerato traditore.
Viene quindi a formarsi un piccolo villaggio nella foresta, dove gli uomini convivono con i draghi e forniscono loro cibo; in cambio Elandross insegna loro come usare al meglio la magia che li circonda.

L’eclissi si avvicina ed Elandross teme che il sottile scudo protettivo non basterà a nasconderli a lungo. Ma un altro pericolo è in agguato poco distante: Kordos sta attendendo il momento giusto per rubare la pietra per consegnarla al suo vero padrone, ovvero Sylion, che già da tempo aveva messo alle calcagna del fratelli dei suoi sottoposti.
Quando mancano poche ore all’eclissi, Elandross decide di allontanarsi e nascondersi, avendo ormai capito che le insistenti attenzioni di Kordos non sono in realtà molto amichevoli.
Il cielo si oscura e Kordos attacca il principe drago. Perz cerca di difendere il proprio capo, ma soccombe alla violenza del traditore. Elandross minaccia che, se Kordos insisterà nel suo piano, sarà costretto a distruggere la pietra. I due draghi lottano duramente, portando il terrore sulle popolazioni dell’isola. Elandross vuole evitare la loro morte e si distrae, permettendo a Kordos di rubare la pietra che il principe drago porta legata al collo. Il drago vola via, inseguito da Elandross, mentre Inos è oscurato da Sidiel, e una coltre verde riempie l’aria.
Elandross raggiunge Kordos, piombandogli addosso ed entrambi precipitano nella foresta. Il principe drago prende una decisione estrema: afferra il traditore e, sfruttando in pieno le forze dell’eclissi, si autodistrugge, uccidendo sé stesso e Kordos.
L’esplosione distrugge metà foresta, la terra trema ed il vulcano di risveglia con un boato assordante. L’aria si riempie di cenere, mentre lava incandescente scende rapida a valle. Quando Inos torna a splendere, è come se fosse scesa una cupa e grigia notte e difficilmente i raggi del sole raggiungono il suolo. Le morti sono numerose e la terra trema per molti giorni, rendendo difficile sia la fuga che il tentativo di salvare i pochi superstiti dei villaggi vicino al vulcano e alla foresta.

Passano molti mesi e l’aria torna ad essere pulita ed il sole a splendere come un tempo. La terra ha smesso di tremare e dal vulcano semi distrutto esce solo un sottile filo di vapore.
Quello che rimane della foresta è stato abbandonato e nessuno ha più osato mettervi piede. I superstiti credono sia maledetta e che la colpa di tutto sia da attribuire ai draghi, ora odiati anche da chi prima li aveva aiutati.
Tranne Merinius, un giovane che viveva nella foresta e che stava imparando da Elandross come gestire il potere degli elementi. Il ragazzo si addentra tra i tronchi recisi dalla furia della battaglia e raggiunge il luogo dove giace ciò che rimane dei draghi ovvero resti di enormi ossa sparsi sull’erba che lentamente sta ricrescendo. Qualcosa di luminoso attira la sua attenzione, sembra essere ciò che rimane del pendente che Elandross portava sempre al collo. Un frammento di roccia incastrato nella montatura è tutto ciò che rimane e Merinius decide di portarlo via con sé.
Raggiunta la propria casa, nasconde la pietra in una scatola e va a dormire. Durante la notte Elandross lo visita in sogno. Il drago si scusa per tutto il male che ha portato sull’isola, ma avverte il giovane che non è nulla di quello che accadrà se Sylion scoprirà che esiste ancora un frammento di roccia lunare. Prima di morire, Elandross ha legato sé stesso alla pietra con un potente incantesimo ma solo Merinius può decidere il destino di tutti: distruggere la pietra o legare anche sé stesso all’incantesimo.
Sfruttando l’energia dell’eclissi Elandross ha potenziato la barriera intorno all’isola: nessuno potrà vederla, ma nessuno potrà uscire. Con l’avvicinarsi della prossima eclissi la magia sparirà e Sylion potrà trovare l’isola e sicuramente ucciderà chiunque si metta sul suo cammino.
Merinius chiede come fare per evitare che ciò accada ed Elandross gli spiega che, se accetterà di legare sé stesso alla pietra, sarà il custode del suo spirito, dello spirito del drago. Chiunque custodirà lo spirito di Elandross avrà la sua forza, aiutato dalle energie della pietra e degli elementi; e quando l’eclissi arriverà lo spirito si libererà in pieno, e colui che lo avrà avuto in sé diventerà la forza per distruggere Sylion per sempre.
Impaurito e convinto si tratti solo di un sogno, Merinius accetta. Una volta sveglio corre alla scatola, afferra la pietra e viene avvolto da un’energia potentissima. Il patto col drago è stato fatto, ed ora Merinius ha in sé lo spirito di Elandross.

Gli anni passano e la vita scorre tranquilla e felice. La terra è nuovamente verde e fertile, gli alberi crescono numerosi  così come i villaggi vicino ai fiumi. La foresta è rimasta un luogo evitato da tutti, tranne da un gruppo di persone che l’hanno eletta a loro dimora. Sono i Guardiani di Shorana, guidati da Merinius. Il loro compito consiste nel tramandare gli insegnamenti di Elandross e di proteggere il custode dello spirito del drago.

 

 

 

 

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