TES: Come è nata la trama

Nel lontano dicembre del 2007 stavo lavorando negli uffici della fiera della mia città. Era in corso lo showcase della Diesel ed io mi occupavo dei locali dell’organizzazione. Mi trovavo sola per ore, dietro un bancone e con solo un blocco ed una penna a farmi compagnia. Faceva sempre freddo, quindi decisi di riscaldarmi le mani scarabocchiando cose a caso. In quel periodo avevo una cotta stratosferica per Richard Armitage e, mentre tracciavo linee e coloravo quadratini, la mia mente mi mostrava immagini dell’attore impegnato in uno dei tanti tvfilm che me lo facevano amare ogni giorno di più.

Improvvisamente un’immagine di lui con dei libri in mano, tratta dalla mini serie North & South, scatenò qualcosa di potente. Nella mia mente cominciarono a nascere personaggi, scene, dialoghi, locations… il tutto ispirato e dedicato al mondo descritto da quella meravigliosa e geniale scrittrice che è stata Jane Austen. Nacquero quindi Martine Wescott, Daniel Hardwick, Faith Ainsworth, Aidan Rayne, Ethan Bradley e tanti altri personaggi. Questa qui sotto è una creazione grafica che feci nel 2010, ispirata appunto al racconto.

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“Martine and Daniel” (trovate l’originale su deviantart)

Era la classica storia romantica Regency Style, dove l’eroina sfortunata cadeva vittima di incomprensioni amorose e si ritrovava poi col suo adorabile happy ending. Tutto già delineato, dai personaggi ai dialoghi. Riuscivo a vedere le scene come se fossero un film ed ero al settimo cielo.

Ma… purtroppo c’era un enorme, gigantesco, pesante ‘ma’. Il mio essere Capricorno pretendeva la precisione e scrivere un racconto ambientato nel 1700/1800 richiese uno studio degli usi e costumi dell’epoca.
Cominciai a leggere, studiare, cercare libri storici e volumi di simile argomento.
Sorsero cavilli di tipo legale, domande sulla navigazione marittima, dubbi sulle guerre in corso: in poche parole, stavo impazzendo e il racconto non andava avanti.

Il 3 maggio 2011 scrivo queste parole sulla mia agenda degli appunti: “Forse mi conviene accantonare l’idea di ambientarlo nel 1800 e spostarlo ai giorni miei”.
Per qualche mese cercai di immaginarmi Martine e Daniel in una metropoli dei giorni nostri, ma non funzionava. Dove l’avrei ambientato? Mi sarei ritrovata a dover nuovamente studiare usi e costumi del luogo, la storia, le leggi, la geografia… e no, non andavo da nessuna parte nemmeno per quella strada.

Poi una sera, mentre guardavo Push, questa scena mi mise in testa un’idea che si sarebbe rivelata la mia salvezza: scrivere un fantasy. Non capirò mai come nè perchè il mio cervello se ne uscì fuori con questa soluzione vedendo un film che non c’azzecca nulla col genere fantasy.

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Chris Evans, che già avevo arruolato per ispirarmi colui che doveva deviare la mia eroina dalla sua storia amorosa, scavalcò Richard Armitage come musa ispiratrice, ed io mi scervellai a creare un mondo partendo da zero. E per molto tempo vagai nella nebbia più fitta.

Devo ringraziare la Dea Madre per ciò che accade dopo. Disperata dalla situazione di stallo nella quale mi trovavo, chiesi aiuto agli dei. Pregai per un segno, qualsiasi cosa mi potesse aiutare a trovare la giusta strada. In una scatola tenevo degli oggetti e, afferrandone uno ad occhi chiusi, chiesi alla Dea di trasformarlo nella mia fonte di ispirazione, il mio amuleto guida in questa lunga e tortuosa avventura letteraria.

Quando aprii gli occhi mi accorsi di stringere tra le mani un sasso. Era verde, e alla luce delle candele alcune venature brillavano magicamente. E l’ispirazione arrivò, portando come un fiume in piena la trama per il mio racconto.

Avevo la mia storia, grezza ma promettente. Dovevo solo lavorare sulle locations, decidere i personaggi ed il gioco era fatto. Altro che 1800 e 21esimo secolo! Finalmente avrei potuto scrivere senza il timore di commettere errori storici o geografici, poichè avrei inventato tutto di sana pianta.

Presto mi resi conto di quanto sbagliassi nel sentirmi così rilassata. Creare un mondo dal nulla è una fatica assurda! Non dovevo studiare storia, geografia: dovevo inventarle di sana pianta e fare in modo che avessero senso. E che dire della politica, dell’economia, della flora e della fauna?

Cominciò quindi un nuovo tipo di lavoro, e avrete modo di seguirlo in diretta. Non so se considerarvi fortunati…

Ma veniamo infine alla famosa trama ispiratami dalla pietra verde.

Dunque, per prima cosa dovete sapere che la storia si sviluppa in tre periodi separati da un buon numero di anni. E’ difficile pure accennare alla trama perchè ogni periodo è talmente legato all’altro che risulta impossibile riassumere il tutto. Ma ci proverò, in maniera molto sbrigativa.

Nel primo periodo della storia abbiamo quattro draghi con grandi poteri magici. La magia esiste sul pianeta, ma loro sono speciali perchè sono nati sopra una roccia particolare: un pezzo di pietra lunare. Quando avviene un’eclissi, la forza della pietra aumenta e così anche quella dei draghi.

Uno dei quattro fratelli decide di impossessarsi della pietra, ma il più giovane di loro la prende, fugge per mare e la custodisce su di un’isola. Qui crea una barriera in modo che l’isola sia resa invisibile a chiunque e istruisce le popolazioni primitive sull’uso della magia per scopi benefici. Un drago spia, che il giovane drago credeva suo amico, lo tradisce durante l’eclissi. Ruba la pietra e tenta di scappare. Il giovane drago si sacrifica uccidendo sè stesso e il traditore, e la potente energia sprigionata scatena terribili conseguenze sull’isola, portando morte e distruzione. Un uomo, seguace del pensiero del giovane drago, trova un frammento della pietra. Grazie ad una visione scoprirà che quel frammento custodisce lo spirito del drago e che solo alla prossima eclissi il prescelto lo libererà.

Il secondo e terzo periodo della storia racconta il passaggio della pietra di generazione in generazione, fino al prescelto, che dovrà scoprire di possedere poteri immensi e affronterà mille avventure per sconfiggere definitivamente il drago malvagio.

Più o meno questa è la trama. Al momento sono decisa ad iniziare la storia dal terzo periodo, ambientato nella classica società pseudo-medievale tipica dei fantasy. Il primo periodo verrà narrato come leggenda o roba simile (devo ancora decidere), mentre il secondo sarà un lunghissimo flash back. Lo so che raccontato così fa schifo e non si capisce una mazza, ma davvero non riesco a spiegarlo meglio senza entrare nei particolari.

Ecco, questa è la genesi di The Enidian Saga. Mi dispiace aver dovuto abbandonare l’idea del romanzo alla Jane Austen, e può essere che un giorno lo riprenda in mano (magari senza essere così pignola). Però per il momento le mie energie si concentrano su questa storia ricca di magia ed avventure.

 

 

 

 

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