TES: INTRO

« Nessuno sa esattamente come quel frammento di Sidiel sia potuto finire su Enidian. Si parla di un fatto accaduto migliaia di anni fa, quando i draghi non popolavano ancora queste terre ed a regnare erano le infinite distese di verde vegetazione. Si è portati a credere che un qualche corpo celeste sia entrato in collisione con la piccola luna del pianeta e che i detriti abbiano attraversato l’atmosfera, andando a conficcarsi nella terra. I più piccoli sparirono in fretta, disintegrandosi nell’aria o risucchiati dalla vegetazione di Enidian. Il più grande sfondò la volta di una grotta, e per anni rimase nascosto agli occhi del mondo Fino a quando una madre drago alla ricerca del nido eprfetto non vi depose sopra quattro uova. Proprio allora un evento che si ripeteva solo ogni mille anni colpì Enidian: i pianeti di quel sistema si allinearono e la forza della stella Inos colpì i corpi celesti, creando un cono di energia che investì Enidian. L’eclissi durò meno di un’ora ma l’energia che venne risvegliata nel frammento di Sidiel incastrato nella grotta venne assorbita dalle quattro uova. I draghi che nacquero da quella covata scoprirono solo in seguito di essere diversi: potevano contare su una forza magica inimitabile, e l’immortalità li rese i padroni incontrastati del pianeta.
Ma il potere a volte risveglia il lato peggiore sito in noi stessi, e ciò avvenne anche per i quattro draghi. Scoprirono il segreto dell’eclissi e del cono di energia. Cercarono di assorbire l’intero potere del frammento e la forza che liberarono creò uno squarcio nel pavimento della grotta, che inghiottì ciò che rimaneva della roccia di Sidiel. Valair, il maggiore dei quattro fratelli, rimase gravemente menomato nel tentativo di recuperare il frammento. Un solo pezzo fu salvato da quel tragico incidente e Valair lo nascose per evitare che altri incidenti simili potessero verificarsi.
Ma Sylion desiderava comandare al posto del fratello maggiore, che lo teneva volontariamente lontano dal potere ben conoscendo le debolezze del drago. Sylion attese l’eclissi, facendosi alleato l’ingenuo Durnul, suo fratello minore. In un ultimo estremo tentativo per convincerlo a condividere il potere della pietra, Sylion colpì Valair a morte; ma non trovò il frammento di Sidiel. La pietra era stata nascosta nel cuore di una delle vaste foreste della regione di Daeldor; quando lo spirito di Valair si ricongiunse con essa il più giovane dei quattro draghi, Elandross, venne a sapere della morte del fratello e del tradimento di Sylion. S’impossessò della pietra e fuggì. Per giorni volò sopra terre e mari, scortato da due guardie drago, e solo quando la stanchezza li stava per uccidere decisero di fermarsi.
La civiltà umana era ancora agli albori e sull’isola di Astadiar vivevano pochi e primitivi clan, dove la caccia ed una rudimentale agricoltura erano il massimo di evoluzione raggiunta. L’arrivo dei draghi venne visto come un cattivo presagio e gli uomini puntarono le loro semplici armi di legno contro Elandross e le sue guardie del corpo. Il drago parlò loro, gli spiegò il motivo della propria venuta e dell’importanza di mantenere il segreto. La magia non era ancora compresa appieno e chi la sapeva usare erano quelli che oggi chiameremmo stregoni. In ogni caso furono loro a rassicurare il popolo impaurito, credendo che la venuta dei draghi fosse il volere degli dei, ed Elandross si sentì al sicuro. Grazie alla sua potente magia innalzò un muro intorno ad Astadiar, rendendola invisibile agli occhi di chiunque intendesse cercarla.
Ma il male era già presente sull’isola. Kordos, una delle guardie di Elandross, era in realtà al servizio di Sylion, e per mesi osservò il potente drago per scoprire dove tenesse la pietra.
Uccise l’altra guardia, Perz, drago leale al proprio signore, ed infine attaccò Elandross. Kordos non avrebbe mai potuto sconfiggere un drago reso potente dalla magia di Sidiel; ma Elandross fu reso debole dall’amore per gli umani, che difese con il proprio corpo. In molti perirono quel giorno, colpiti dalla violenza di Kordos. Quando il traditore ferì mortalmente Elandross al cuore, un’onda d’urto improvvisa si propagò dal corpo del drago ed un boato assordò i presenti: la terra tremò e il vulcano al centro dell’isola esplose, incendiando e distruggendo tutto ciò che lo circondava. Kordos venne ucciso da un frammento di roccia infuocata e per giorni su Astadiar regnò il caos.
Quando le piogge lavarono via ciò che la cenere aveva coperto, i sopravvissuti videro solo morte e distruzione. Maledirono i draghi e abbandonarono il luogo dove giacevano le loro carcasse senza vita. Solo un uomo rimase, aggirandosi come uno spettro tra le macerie bruciate di Durnira. Il suo nome era Merinius, un giovane apprendista stregone che per mesi aveva ascoltato gli insegnamenti di Elandross. Esaminò il corpo senza vita del drago e, con sorpresa, nella profonda ferita al cuore causata da Kordos il giovane trovò un frammento di roccia, non più grande di una noce. La prese e la portò con sé.
Quella notte Merinius ebbe una visione: lo spirito di Elandross, legato alla pietra grazie ad un incantesimo, lo mise al corrente del pericolo che Sylion poteva rappresentare se fosse entrato in possesso della pietra. Queste sono le parole di Merinius che son giunte fino a noi, tramandate di generazione in generazione.

Lo spirito di Elandross non venne assorbito dalla pietra, come era accaduto per il fratello Valair. Un potente incantesimo del drago fece in modo che la sua essenza rimanesse intatta all’interno del frammento. Il suo spirito avrebbe albergato nell’animo dei miei discendenti fino al giorno della prossima eclissi, quando la barriera si dissolverà e colui che ospiterà lo spirito di Elandross sarà in grado di salvare il mondo.

Lo spirito di Elandross si fuse con quello di Merinius, in attesa della prossima eclissi e dell’arrivo del prescelto. Il giovane stregone prese molto seriamente il proprio ruolo e istituì una specie di società segreta: gli Shorana, i “guardiani della pietra”. Il segreto di Elandross venne tramandato di padre in figlio, proprio come lo spirito del drago e la pietra passavano di generazione in generazione. Nel corso dei secoli gli Shorana vennero visti come degli stregoni molto potenti e per questo temuti e disprezzati, proprio a causa della distruzione che la magia del drago aveva portato su Astadiar.
Il mio nome è Mirohaar. Sono un discendente di Merinius, uno Shorana che trae la propria forza dallo spitiro di Elandross e dalla magia della pietra. L’eclissi si sta avvicinando ed io sarò testimone dell’avvento del prescelto, che ci salverà dalla brama di potere di Sylion e porterà pace sul pianeta. »

 

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