DAGGER: CAPITOLO 1.5

 

Doveva guidare… doveva guidare la macchina e aveva bevuto un’intera pinta di birra.
Faith si guardò attorno con occhi liquidi e si rese conto che, se non avesse messo all’istante qualcosa nello stomaco, avrebbero dovuto dormire li al pub.
Questa non ci voleva proprio… Ma perché diavolo mi sono lasciata convincere?
Sbuffò pensando tra se e se
E che cazzo, pero! Non posso mica sempre essere io quella che rinuncia a bere!!! E poi sta volta ho più diritto di chiunque altro di festeggiare…
Nigel planò poco delicatamente, a pancia sotto, sul pavimento a fianco a lei, con un tonfo sonoro.
Tonto! Hehe… fortuna che sono io quella che non regge!! Aspetta. ASPETTA! Ok, sono proprio alla frutta se confronto la mia capacità di reggere l’alcol con quella di Nigel… devo mangiare qualcosa.

 

Ordinò un toast, una coca ed un bicchiere d’acqua, e si avventò sul cibo con dedizione.
Dopo lo spuntino si sentiva ancora allegra, ma ora era abbastanza lucida da mettersi a guidare.
Erano passate da un pezzo le undici quando Faith, dopo aver raccolto Nigel dal pavimento, dove era caduto per l’ennesima volta, si rivolse all’amica
“Nim fra poco dobbiamo andare… accompagniamo a casa il bevitore folle qui, e poi dritte a nanna, ci stai?”.
“Io non sono un bevitore folleee” biascicò Nigel, aggrappandosi forte al tavolo e barcollando.
“Ma ceeeeeeeeeeerto”.

 

Dopo dieci minuti le due ragazze erano pronte ad uscire.
“Pensi di farcela fino alla macchina?” chiese Faith a Nigel, con l’aria di chi conosce perfettamente la risposta.
“Ssscierto”. Nigel si alzò dalla sedia solo per inciampare sul proprio piede sinistro, finendo per aggrapparsi alla sciarpa di Faith che, per evitare di essere strozzata, dovette gettarsi al suolo con lui, nelle risate generali.
Appena riuscì a rimettersi in piedi, Faith sussurrò all’amica: “Cosa dicevi a proposito di Nigel?”.
“Io continuo a trovarlo carino. Non regge l’alcool, d’accordo. Ma neppure tu se è per questo… devo ricordarti il capodanno del 2006 per caso?” replicò Nim, subdolamente.
“Devo ricordarti che guido io la macchina e che dormi nel mio appartamento?”.
“Sono sicura che Nigel non avrebbe problemi ad ospitarmi”.
“Già, ma avrebbe qualche problema a trovare la strada di casa!” aggiunse Faith con finta irritazione.
D’un tratto Nigel si drizzò in piedi e sembrò riprendersi di colpo dalla sbronza.
“Sto bene.. Sto benissimo, andiamo” disse lisciandosi la camicia e dirigendosi all’esterno del pub con andatura incerta. “Vi aspetto fuori”.
Faith e Nim si guardarono per un attimo perplesse e poi scoppiarono in una fragorosa risata. Salutarono tutti nel pub, si diressero a loro volta all’uscita e poi verso la macchina parcheggiata lì di fronte.
Non c’era traccia di Nigel.
“Ma dove diavolo..” stava già cominciando ad imprecare Faith, quando uno strano rumore proveniente proprio da dietro la sua auto la fece insospettire.
Le due amiche si avvicinarono e girarono attorno all’auto.
Lì, appoggiato con una mano alla fiancata grigio metallizzata trovarono Nigel, piegato in due, a vomitare.
“Cerca almeno di non sporcarmi la carrozzeria” disse Faith, avvicinandosi a Nigel e scostandogli i capelli dal volto; poi, diretta a Nim: “tienimelo d’occhio”.
Aprì la macchina, salì dalla parte del passeggero e tirò fuori dal cassetto del cruscotto un sacchettino di plastica.
“Sali dietro con lui e bada bene che, se mi vomita in macchina, prima strozzo te con la mia sciarpa e poi soffoco lui con quel sacchetto di plastica”.
In quattro minuti netti arrivarono sotto casa di Nigel, e ci volle tutta la loro forza di volontà per trascinarlo, ormai in stato comatoso, per tre rampe di scale fino al suo appartamento. Alla fine lo misero a letto vestito e, mentre se ne stavano andando, lo sentirono bofonchiare frasi sconnesse.
“Pietra… Faith… Io.. Amo… Allan…”.
Faith dovette mettere all’opera tutta la sua capacità di concentrazione zen per soffocare l’attacco di ridarella che la colse a quelle parole sonnolente.
“Pirla è pirla, tonto è tonto… però devo ammettere che è spassoso!” disse ridacchiando a Nim.
Quando furono a casa Faith si mise subito a letto e si tirò la coperta sulla testa, dopo aver azionato la sveglia. Martine scriveva qualche riga sul proprio diario.

 

La sveglia suonò alle otto e un quarto, e alle 8 e trenta Faith era già in cucina che preparava il caffè.
L’aroma della bevanda invase l’appartamento fino a raggiungere le narici di Nim, che mugugnò qualcosa sotto il piumone.
“Mmmmm”.
“Devo andare a prendere Claudia alla stazione! Vieni con me o dormi ancora un po’?”.
“Mmmm dormooo” borbottò.
“Io vado allora, ti telefono quando sono sulla via del ritorno! Il caffè è pronto, te lo puoi scaldare in microonde… le merendine sono nella credenza come al solito… non litigare con nessuno! CIAOOOO”.
Un tonfo sordo annunciò che Faith era uscita, e Nim tornò a sonnecchiare sotto le coperte.
Il treno arrivò fischiante, puntuale come al solito. Faith attraversò la strada dalla quale l’aveva visto avvicinarsi sui binari, ed entrò nella stazione. Era già sulla banchina numero quattro quando le porte scorrevoli si aprirono, per permettere alla fila di passeggeri di scendere. Riuscì subito ad individuare Claudia, sorridente, tra la folla.

 

 

Data di pubblicazione: 19 novembre 2008
Sito: Dagger.Forumfree.It

 

 

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