DAGGER: CAPITOLO 1.4

 

“Ma devo proprio? Non possiamo stare ancora cinque minuti?!”.
“Assolutamente no. Sbrigati”
“Sei cattiva… basta, non guarderemo più le avventure di Padre Francis assieme…”
“Va bene, va bene… adesso alzati però!”
Martine nascose la testa sotto il cuscino, continuando a brontolare come un muflone con il raffreddore. Erano le sette di mattina, e Faith era già in piedi da almeno mezz’ora, a parlare al telefono con un certo Nigel. E non sembrava una telefonata tranquilla.
“Sì, ho capito… no… no… NO! Non me ne frega niente, tu digli che se non mi vedete, non si può toccare niente!”
Martine uscì da sotto il cuscino, e tra le palpebre mezze chiuse, osservò come la sua amica andasse avanti e indietro per la stanza, inciampando tra scarpe e borse sparse qua e là. La telefonata finì con un secco ok da parte di Faith, che lanciò il telefono sul letto, centrando in pieno il sedere dell’amica.
“Hey! Ma che ti prende? Relax…”
“No, relax un piffero! Nigel è un pirla. Gli avrò detto mille volte che se non ci sono io, non può fare niente. E non mi interessa se il professor Hughes chiama direttamente dal Canada per sapere se l’anfora è rosso chiaro o rosso scuro!”
“Faith…”
“Per di più, l’anfora non c’entra niente con la lapide! Potrebbero essere i resti del vaso della nonna del sindaco, che ha deciso di piantare un cactus in quella precisa zona!”
“Faith…”
“Non me ne frega niente se Nigel è un mio superiore. Ma che dico? Non è un mio superiore, ha solo un po’ più di esperienza di me! Ecco!”
“Faith…”
“Tze! A cena insieme… ma ‘sto paio di cavoli! Gli spacco l’anfora in testa, gli spacco!”
“FAITH!!!”
La ragazza si fermò in mezzo alla stanza, fissando l’amica ancora sotto le coperte.
“Che c’è? Sei ancora a letto?! Ma vuoi alzarti???” ed uscì dalla stanza. Martine rimase un minuto immobile, grattandosi il cespo di capelli scomposti, poi si lanciò di nuovo sul cuscino, rimpiangendo di essere stata così ansiosa di raggiungere la sua amica a Nottingham.
Lo scavo stava ad una ventina di minuti di auto dall’appartamento di Faith. La giornata era bellissima, il sole illuminava i campi e tutt’intorno si poteva sentire il profumo dell’erba appena tagliata. Il terreno era delimitato da una serie di alberi e, appeso ad un piccolo cancello di ferro un po’ arrugginito, stava un cartello: scavi in corso, vietato l’ingresso ai non addetti al lavoro. Parcheggiarono lì vicino e si incamminarono oltre il cancello, seguendo un sentiero circondato da alberi. In lontananza, Martine vide alcune persone attorno ad un tavolo intente a lavorare su qualcosa. E dovette vederle anche Faith, perché la ragazza accelerò l’andatura, assumendo un passo a dir poco rassicurante. Un giovane si allontanò dal tavolo e fece un cenno con la mano, ma Faith non parve rispondere e Martine sentì solo qualche parola, tipo spacco e testina.
“Heilà, Faith! Tutto bene? Ah, salve! Piacere, io son…”
“Cosa state facendo?”
Faith non lasciò nemmeno che il giovane si presentasse, che già lo stava fulminando col suo famoso sguardo fulmino-uccido.
“Niente. Stavamo solo sistemando gli ultimi ritrovamenti in attesa del tuo arrivo”
Ci furono alcuni secondi di silenzio, nei quali Martine temette che l’amica sarebbe esplosa, afferrando uno dei capitelli lì accanto e lanciandolo addosso al giovane. Invece Faith rimase tranquilla, prese un lungo respiro e fece le presentazioni. “Martine Wescott. Nigel Bailey. Nigel. Martine.”

 

Il professore Hughes, bloccato all’aeroporto canadese da un’improvvisa tormenta di neve, aveva nominato Faith responsabile del discorso di ringraziamento di fronte alle autorità, ai finanziatori e a tutti gli altri invitati.
La ragazza, in preda ad un attimo di panico, si mise a buttar giù due parole su di un foglio, maledicendo la neve, il Canada e il professor Hughes.
Martine e Nigel avevano cercato di aiutarla, ma rimanerle accanto era come stare vicino ad un vulcano prossimo all’eruzione, e quindi avevano deciso di starle alla larga, almeno fino alla fine della cerimonia. “Il professor Hughes è venuto un giorno al Trinity College. Ha pregato Sydney Fox, la mia… ehm… collaboratrice… sì, insomma, di fare un salto qui a Nottingham ed aiutare Faith nelle ricerche. Non che la tua amica non sia all’altezza, anzi. Sulle leggende di Robin Hood ne sa molto più di me. Ma il professor Hughes non si fida molto delle donne che ne sanno molto più di lui. Infatti Sydney non voleva fargli questo piacere, ma io desideravo così tanto tornare a casa, in Inghilterra, e stare un po’ tranquillo lontano da Sydney… ehm, ma dimmi di te”
“Studio anch’io archeologia, e spero un giorno di avere la stessa possibilità che ha avuto Faith, ovvero scoprire qualcosa di meraviglioso”
“Hai detto di chiamarti Wescott? Wescott, Wescott… parente dei Wescott archeologi che cercavano la Daga del Destino?”
Martine si girò, e fissò Nigel, accennando un sì con la testa, tra lo sbalordimento e l’eccitazione. “Non li conoscevo personalmente, ma ne ho sentito molto parlare. Mi dispiace per… sì, insomma…” e abbassò lo sguardo.
“Grazie” e gli sorrise.
Lui le sorrise a sua volta e tornò a fissare Faith, intenta nella stesura del discorso. “Sei davvero fortunata ad averla come amica. E’ una donna magnifica”
Nigel si bloccò, e tra un balbettio e l’altro aggiunse “puramente sul piano lavorativo, nient’altro. Cioè, deve essere una donna magnifica anche a casa. Non che io me la immagini a casa da sola. No, io… cioè… ecco… toh, guarda! Eric mi sta chiamando” e corse via, inciampando su un sasso.

 

La cerimonia fu breve ma intensa. Faith lesse il suo discorso velocemente, sia per l’emozione, sia per evitare di rimanere troppo a lungo sotto al sole cocente. Nigel fu incaricato di spostare la lastra di pietra con l’aiuto degli altri ricercatori. Ci furono foto e scatti di flash, interviste e riprese. Ma la tomba non venne aperta se non di pochi centimetri, un piccolo contentino a beneficio della stampa. La vera apertura sarebbe avvenuta qualche giorno dopo, una volta spostata l’intera struttura al coperto, al riparo da agenti atmosferici e occhi profani.

 

Il pub era affollato ma la birra fu servita in pochi minuti, con somma gioia dei presenti. La giornata era stata calda e, con tutta la polvere sollevata, non c’era niente di meglio che una bella pinta accompagnata da un bel panino con salsiccia e cipolla. Nigel aveva già le guance rosse dopo i primi due sorsi ma si difese dicendo che era stato tutto il sole preso durante la giornata. Martine cercava di tenere sveglia l’amica, che stava lentamente cadendo in un felice torpore alcolico. Quando il giovane si allontanò un attimo per andare in bagno, la ragazza ne approfittò per fare all’amica una domanda, che le era rimasta in testa tutto il giorno. “Senti, ma… ci sta provando con te? Faith… Faith… FAITH!”
“Eh? Macché, boh, non lo so. Mi gira sempre intorno, balbetta, saltella, suda, sputa. Decisamente non il mio tipo, quindi non mi preoccupo più di tanto”
“Però è carino, dai. E sembra anche intelligente”
“E’ un pirla”
“Beh, forse un po’ tonto, dai. Ma certo che tu hai proprio gusti difficili, eh!”
Nigel tornò, e si fece notare perché, spostando la sedia, inciampò sullo zaino di Martine e volò a terra, planando sul tavolo dei vicini. “E’ un pirla tonto” fu la conclusione di Faith, che si accasciò del tutto sul bancone.

 

Oggi sono stata allo scavo. Interessante giornata. Ho visto la tomba di Allan A Dale, e mi son dovuta sentire per l’ennesima volta tutte le leggende, grazie a Faith. Per fortuna c’è stato l’imprevisto del discorso a zittirla…
Ho conosciuto Nigel, studioso che aiuta nelle ricerche. Secondo me, è innamorato perso di Faith, ma pare lei non voglia dargli speranze Peccato, è carino. Tonto, ma carino. Ho parlato con lui delle ricerche dei miei genitori. Ha detto di averne sentito parlare e che forse potrebbero esserci dei collegamenti proprio con il periodo di Robin Hood. Non so se Nigel stesse dicendo così in preda ai fumi della birra, per colpa della botta presa contro lo spigolo del tavolo giù al pub o per il totale rimbambimento dovuto alla cotta per Faith … ma voglio mantenere la speranza. Ogni piccola cosa mi possa portare verso la Daga è un tassello in più verso la scoperta di essa.

 

 

Data di pubblicazione: 18 novembre 2008
Sito: Dagger.Forumfree.It

 

 

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