DAGGER: CAPITOLO 1.2

 

Finita la conversazione con Nim, e dopo aver informato i suoi genitori delle grandi novità accademiche, Faith chiuse il telefono senza troppe cerimonie e si mise a sedere sulla roccia che aveva di fronte con un sorriso ebete sul volto. Tutti i suoi compagni di studi, gli addetti ai macchinari, i proprietari dell’appezzamento su cui si stavano svolgendo gli scavi, per non parlare dei professori, sembravano impazziti e correvano da una parte all’altra in preda all’eccitazione. Il caos regnava sovrano nel piccolo campo polveroso.
Un anno. Ci era voluto un anno…

 

Erano ormai arrivati ad un punto critico in cui anche i più fiduciosi, quale era Faith, avevano cominciato a perdere le speranze di essere nel posto giusto o che le loro ipotesi potessero trovare conferma, e lei ormai si era detta che sarebbe tornata a Londra e l’avrebbe fatta finita con la sua ossessione per Robin Hood, quando invece, proprio quella mattina, con le sue stesse mani, aveva fatto la scoperta che era valsa un anno di sacrifici.

 

Scesa svogliatamente la scala a pioli che portava al quarto livello di scavi, si era posizionata come abitualmente nell’angolo meno affollato ed aveva cominciato a lavorare. Uno strano rumore le aveva annunciato la scoperta di qualche nuovo reperto e tra se e se aveva già cominciato a pensare -“Grandioso! Un’altra dannatissima anfora da pulire, disegnare e catalogare”- quando si rese conto che l’oggetto in questione non aveva ne la forma, ne la consistenza e tanto meno la grandezza di un’anfora, in effetti sembrava trattarsi di un’enorme lastra di pietra.
Una volta che ne ebbe delineato i contorni estrasse dal suo zaino un piccolo pennellino e cominciò a ripulirne la superficie.
E li, al centro di quella grande lastra, comparvero le lettere incise caratteristiche delle pietre tombali.

 

HERL LIES
ALL N A DALL
GOOD MAN AN UTLAW
LIAR ND THIEF
BUT OST OF LL
FRIEND

Certo l’iscrizione era leggermente rovinata, alcune lettere erano parzialmente o totalmente illeggibili, ma il messaggio contenuto nell’iscrizione era perfettamente comprensibile:
Qui giace Allan A Dale, brav’uomo e fuorilegge, bugiardo e ladro, ma soprattutto amico
Le uniche tre parole evidenziate erano Allan A Dale, Fuorilegge e Amico.
Davanti ai suoi occhi si stendeva la tomba di Allan A Dale, uno dei fuorilegge che secondo la leggenda aveva servito agli ordini di Robin Hood.
Secondo la leggenda… forse la sua scoperta avrebbe dimostrato che non si trattava di una leggenda.

 

Il resto della giornata era stata dedicata ai festeggiamenti.
Nel giro di una settimana un’altra squadra di archeologi sarebbe arrivata per fare degli altri rilievi approfonditi, e a sette giorni esatti dalla scoperta la tomba sarebbe stata aperta.

 

* * *

Faith sedeva svogliatamente sulla poltroncina della sala d’attesa dell’aeroporto aspettando che il volo che avrebbe dovuto portare Nim a Nottingham atterrasse e intanto si rigirava tra le mani la foto della sua clamorosa scoperta. Era talmente immersa nei suoi pensieri, immaginando cosa avrebbe provato quando la tomba fosse stata aperta che non si rese conto dei due piedi che il suo sguardo aveva inquadrato più di due minuti prima. Quando finalmente mise a fuoco quello che aveva nel suo campo visivo alzò la testa e trovò il viso sorridente della sua amica.
“Pensavo fossi entrata in catalessi” le disse strizzandole l’occhio
“Più o meno” rispose Faith alzandosi dalla poltroncina ed abbracciandola “Sono due giorni che sono in queste condizioni, non penso ad altro che a quella tomba, comunque… CIAO!” le urlò nell’orecchio.. ormai Nim era abituata al suo senso dell’umorismo, come dire.. travolgente?
La guardò di traverso e poi si mise a ridere.
“Andiamo, sono venuta con la macchina, oggi non si fatica con le valige!” uscirono dall’aeroporto e si diressero al parcheggio e mentre Faith caricava le valige nel bagagliaio della sua macchina, Nim studiava la foto dello scavo che l’amica le aveva fatto scivolare tra le mani.
“E così questa è la famosa tomba di Allan A Dale, eh?” chiese all’amica “Polverosetta!”
“Già, e tutta la povere che non c’è li, me la sono mangiata io in un anno di scavi!”
Mentre sfrecciavano nel traffico periferico di Nottingham, Nim notò che l’amica era molto meno eccitata di come si sarebbe aspettata o di come l’aveva sentita al telefono, insomma, l’aveva vista eccitarsi di più per una spilletta di Master and Commander!
“Non sembri molto felice della tua scoperta, dopo tutto” disse col tono più di un’affermazione che di una domanda.
“No! Sono felicissima della scoperta! Anzi non aspettavo altro da un anno, ma..”
“Ecco, sapevo che c’era un ma..”
Faith, nonostante fosse alla guida riuscì a lanciarle uno sguardo alla “ti fulmino, ti uccido” per poi tornare a fissare la strada.
“Ma” proseguì “ci ho pensato molto in questi giorni e sono arrivata ad una conclusione:”
“Ahia, già il fatto che tu abbia pensato molto è una cosa che suona male!”
“Già, non posso darti torto, ma stavo dicendo” lanciò un altro sguardo all’amica per accertarsi che non avesse altre fantastiche battute da fare, e concluse “allo stesso tempo trovo deprimente che uno dei personaggi che ho sognato ed amato di più, sia effettivamente un ammasso decomposto in quella scatola di pietra.. Quasi quasi mi dispiace che la tomba venga aperta.. poi non si potrà più tornare indietro”.
A quel punto erano arrivate all’appartamento di Faith e prima che Nim potesse controbattere qualcosa, l’amica era scesa dalla macchina e scaricava le valige.

 

Meno di due ore dopo erano già appostate sul divano e Faith aveva riacquistato tutta la sua allegria, era bastato inserire nel lettore dvd il disco di “L’Esorcista -la genesi-” e le due amiche erano state risucchiate nel delirio demenzial-cinematografico a cui non riuscivano mai a sottrarsi quando erano assieme.
L’indomani avrebbero assistito alla cerimonia dedicata alla grande scoperta e all’apertura della tomba e il loro morale, nonostante tutto, era alle stelle.

 

 

Data di pubblicazione: 30 ottobre 2008
Sito: Dagger.Forumfree.It

 

 

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