Birra e tristezza

Mi capita spesso. Di punto in bianco mi parte la tristezza, la depressione, la consapevolezza di non essere all’altezza di nulla. Sento il bisogno di piangere, odio qualsiasi cosa, mi demoralizzo.

Poi guardo Nala e mi scuso con lei perchè so che sente quello che provo, e quindi la colpa aumenta.
Cerco di sollevarmi il morale per lei, per evitare che soffra (e soffre, l’ho già visto). Quindi esco a passeggiare.

Adoro passeggiare con Nala. I miei pensieri scorrono liberi, non mi accorgo della strada che percorro perchè davanti ai miei occhi vedo altre strade, altri scenari. Magicamente la tristezza si trasforma in creatività e nuove idee fioriscono prepotenti.

Questa sera la passeggiata ha sistemato una scena del mio romanzo (la scena della collana, del ballo e del rapimento) e la tristezza è diminuita. Poi sono bastati alcuni minuti con il mio compagno per sentirmi meglio.

Infine la birra. Me ne concedo una a settimana per evitare di lievitare e diventare una botte ambulante. Ma l’essere brilla stimola la mia creatività e libera la mia mente da pensieri negativi. Ho acceso il portatile e mi son detta proviamoci. E sto scrivendo. Non si tratta del mio romanzo, ma della Daga del Destino. Ma STO SCRIVENDO. Quindi devo alimentare la mia vena creativa con altra birra, altro carburante per tenere viva la fiamma.

Questo desiderio di scrivere mi rovinerà il fegato… ma se è davvero il sogno della mia vita allora tanto vale rischiare. Perchè il non scrivere me lo rovinerà comunque.

 

 

 

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